Chicchirichì!!!

viaggioStarò fuori (in tutti i sensi) per qualche giorno. Dove? Vi lascio un indizio. Trovarlo non arrosto non è stato mica facile, eh? Forse riuscirò a collegarmi ma intanto...bye bye, see you later.
mericonci || luglio 17, 2008 15:04 || giovedì, 17 luglio 2008
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Enduring cheese, adotta una pecora afghana

enduring cheese"La pecora abruzzese? E' molto simile a quella afgana". Una semplice constatazione di un pastore, Nunzio Marcelli, presidente dell'Arpo, Associazione Regionale Produttori Ovicaprini d'Abruzzo ha dato vita ad un progetto che ha come obiettivo quello di insegnare ai kuchi, i nomadi dell'Afghanistan, a produrre formaggio stagionato. L'iniziativa denominata "Enduring cheese" (Formaggio duraturo) è una delle 1000 "storie" di buone prassi che la campagna "Scommessa Italia", progetto delle Acli, sta raccogliendo in tutta Italia per valorizzare le esperienze di solidarietà di piccoli corpi associativi, cooperative, scuole, aziende, medici, studenti, privati. "Enduring cheese" ha portato risultati importanti in un paese dal drammatico problema della malnutrizione. E" nata dopo diversi viaggi compiuti a Kabul da Marcelli sotto segnalazione di un amico cooperante. "Ho riscontrato subito delle affinità di problematiche - racconta il presidente - che mi hanno fatto pensare di poterli aiutare con la mia esperienza: le loro preoccupazioni per il gregge sono le stesse che ho io, il mio modo di condurre il pascolo è lo stesso. A loro però mancano delle tecniche importanti". Il formaggio italiano ha fatto presto "colpo" sui pastori afgani che conoscono soprattutto la tecnica di coagulazione lattea con cui si produce lo yogurt da consumare entro pochi giorni e non quella presamica che permette una conservazione anche di mesi del formaggio. "Siamo riusciti in un anno - racconta Marcelli, forse unico laureato che ha scelto la pastorizia come mestiere - ad attivare attività autonome di micro-imprenditorialità, finanziandone anche le fasi di avvio. I pastori non producono più di trenta litri di latte, ma riescono a venderlo e a sfamarsi". L'Arpo ha agito aiutata da un co-finanziamento della regione Abruzzo e con la collaborazione preziosa dei militari italiani del Camp Invicta, dell'Ambasciata italiana a Kabul e dei cooperanti che hanno organizzato dimostrazioni su come si fa il formaggio con le tribù semistanziali di pastori nomadi vicino Kabul. "Non è stato facile rompere il ghiaccio con i pastori afgani. Io ad essere sincero ho fatto colpo con la mia fisionomia, barba lunga nera e carnagione scura, venivo scambiato per uno di loro. Poi hanno visto come abbiamo trattato le loro pecore e i trattamenti sanitari svolti, lì è cominciata la collaborazione. Osr - VIDEO
mericonci || luglio 15, 2008 10:56 || martedì, 15 luglio 2008
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Schiavismo italiano: indiano morto di fatica

Non è stato il caldo, ma la fatica del lavoro a stroncare la vita di Vijai Kumar, l'indiano di 44 anni clandestino in Italia trovato morto in un campo a Viadana, nel mantovano a fine giugno. Ad accertarlo sono stati i carabinieri. L'uomo si sarebbe sentito male il 27 giugno scorso sul campo dove stava lavorando ma il proprietario avrebbe dato ordine ad altri clandestini di spostarlo in un altro luogo (in modo che non si sapesse del suo status di lavoratore in nero), distante dal campo, accanto ad un filare di alberi dove poi i soccorritori, lo stesso giorno, lo hanno trovato ormai morto. Il titolare dell'azienda agricola presso cui lavorava l'indiano è stato denunciato a piede libero per omicidio colposo e multato di 90 mila euro per utilizzo di manodopera irregolare. Il titolare di una cooperativa viadanese che aveva fornito all'azienda otto lavoratori, oltre all'indiano morto, è stato denunciato per caporalato. Durante il blitz dei carabinieri e dei funzionari dell'ispettorato del lavoro sono stati trovati al lavoro altri tre extracomunitari impiegati in nero e un clandestino colpito da un provvedimento di espulsione mai ottemperato, subito arrestato. Unione Sarda
mericonci || luglio 11, 2008 07:50 || venerdì, 11 luglio 2008
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Ciao, cucciola mia


Danith


Mauro Biani


Pipistro
mericonci || luglio 09, 2008 16:37 || mercoledì, 09 luglio 2008
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Come se nulla fosse

Ventidue civili, compresi donne e bambini, sarebbero stati uccisi da un bombardamento aereo compiuto dalla coalizione a guida Usa nella provincia di Nuristan, nell'Afghanistan orientale. A denunciarlo è stato Zia ul Rahman, responsabile del distretto di Walid, dove è avvenuta la strage.L'attacco sarebbe avvenuto in una strada mentre le vittime stavano viaggiando in due veicoli. "I civili stavano abbandonando la zona - ha spiegato Rahman - dopo che soldati della coalizione a guida Usa li avevano avvertiti che sarebbe stata lanciata una vasta operazione contro i talebani. Erano a bordo di due automezzi e sono stati ammazzati dal raid aereo". I militari Usa finora non hanno commentato la vicenda. Rainews24
mericonci || luglio 04, 2008 17:17 || venerdì, 04 luglio 2008
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In Afghanistan si continua a bloggare

work bamian

Come dovuto a chi ha contribuito con le proprie offerte alla sua realizzazione ma anche come testimonianza di un impegno costante e fattivo dell' Associazione blogger afghani, troviamo sul blog del nostro amico Nasim Fekrat un dettagliato resoconto del secondo blogging workshop che si è tenuto nell’antica città di Bamian, dal 12 al 15 giugno, (già annunciato qui) con la presenza di decine di giornalisti e scrittori.
Stavolta hanno partecipato due insegnanti occidentali e tre afghani. Fra gli altri Jeffrey Estern, un giovane giornalista americano, che durante la sua lezione ha affermato “ Nel nostro paese, vale a dire gli Stati Uniti, dopo tre poteri costituzionali, i media sono il quarto potere che controlla l’attività del governo. Tuttavia, in passato non vi era alcun organismo a controllare i mezzi di informazione. Dopo anni e con l'introduzione di tecnologia e di internet, è nato il Weblog. Oggi i weblogs controllano i mezzi di comunicazione, a tal punto che ci sono stati diversi casi in cui i bloggers hanno rivelato la disinformazione messa in atto da alcuni eminenti giornalisti che sono stati poi rimossi, di conseguenza, dalle loro posizioni.".
Da rimarcare, ancora, le presenze femminili afghane, sia fra gli insegnanti che fra i partecipanti, segno che, soprattutto fra i giovani, c’è voglia di cambiamento e di libertà, in primo luogo per le donne, ancora oggi vittime di ingiustizie e discriminazioni. Questo è il secondo blogging workshop tenutosi in Afghanistan dopo quello svoltosi a Kabul qualche mese fa e l’Associazione Blogger Afghani ha intenzione di organizzarne di simili in altre città, come Herat; Mazar - Sharif, Jalalabad, Kandahar, Bamyian e Daikundi. E quindi, a rischio di sembrare noiosa, chiedo ancora, a loro nome, il vostro aiuto. Anche un piccolo aiuto (per farlo cliccate qui). Possiamo stare sicuri, viste le testimonianze, che i nostri soldi andranno a buon fine.
Il Blogging è un fenomeno assolutamente nuovo in Afghanistan e la maggior parte delle persone non lo pratica in maniera professionale. Pertanto, questi laboratori diretti dall’ Associazione Blogger afghani potrebbero accelerare e facilitare il processo di professionalizzazione. Oggi la maggior parte dei giovani e degli studenti si rivolgono a questo fenomeno. Nonostante avere accesso a internet sia davvero problematico, sempre più giovani afghani si avvicinano al blogging, e il numero di weblog afghani è in aumento. Fino ad oggi, più di 20000 weblog afghani sono stati registrati dalla gente afghana nei diversi paesi e attraverso vari fornitori di servizi blog, come ad esempio Blogger, WordPress, Blogfa, Persianblog. I direttori del progetto ritengono che promuovere e favorire questo nuovo fenomeno (Weblog) fra la gioventù afghana e gli scrittori possa aiutare la libertà di espressione e istituzionalizzare la democrazia in Afghanistan. Oggi molte riviste emergenti si dichiarano indipendenti e libere ma sfortunatamente sono così legate a tendenze politiche ed a fazioni che praticamente arrivano all’ auto-censura. Il Weblog consente allo scrittore di pubblicare il suo pensiero e le sue critiche liberamente e autonomamente, utilizzando sia il suo vero nome o un nick.
Per quanto mi riguarda non mi rimane che esprimere la mia soddisfazione per aver sostenuto sin dall’inizio un progetto solido, onesto e importante ed aspettare il prossimo workshop, speriamo presto, (ma questo dipende da tutti noi e dalla nostra generosità).

mericonci || luglio 02, 2008 13:29 || mercoledì, 02 luglio 2008
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Un tranquillo week end a Kabul

Karga' - Non ci vorrebbe molto in un giorno normale a raggiungere il lago artificiale di Karga', a una quindicina di chilometri da Kabul. Si trova sulla strada per Pagman, un luogo famoso per la sua aria pulita e meta negli anni Settanta anche del turismo occidentale. Diventato adesso tristemente noto perche' un soldato italiano e' stato ucciso proprio li da un kamikaze l'anno scorso.
Ma se a Karga', luogo di villeggiatura un tempo esclusivo resort della famiglia reale, ci andate al venerdi (la domenica afgana)....per tornare a Kabul ci si impiega anche un'ora, avendo l'accortezza di fare una strada alternativa. Comitive, famiglie, giovinotti e anche qualche coppietta con giovani donne senza il burqa. Un'idea di normalita' (e anche di riccchezza a far la tara sui macchinoni e la quantita' di persone che consuma in riva al lago) che stupisce e in un certo senso fa anche bene al cuore.
Nel tornare siamo passati da un quartiere di vecchie case anni Sessanta-Settanta che la mannaia del nuovo piano urbanistico sta distruggendo. Ai proprietari viene dato terreno e 100mila dollari e le case, buone case moderne e anche di un certo gusto, vengono sventrate per allargare la strada. Per andare a fare una scampagnata a Karga', appunto. Segno della modernita' che avanza? Segno di una nuova ricchezza che s nota in questa citta' che conosce una rovoluzione edilizia? Ci ha ricordato certi scempi urbanistici nostrani. Ma non c'e' solo quello.
Lungo la strada ci fermiamo con Romano a fotografare un campo di sfollati. Vengono da Helmand. Un'anziana signora, senza una gamba, chiede l'elemosina. Poverta' e dolore. E gli effetti collaterali di un bombardamento. Quello che le ha maciullato l'arto ora sostituito da una protesi artigianale. Emanuele Giordana
mericonci || giugno 29, 2008 20:21 || domenica, 29 giugno 2008
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Quando girano...

girasole2

...i girasoli

mericonci || giugno 22, 2008 22:19 || domenica, 22 giugno 2008
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Vigliacchi

rebeccaRomena, 12 anni, ha vinto il premio Unicef per le sue doti artistiche. Ma vive in una tenda con la famiglia, e martedì mattina è stata vittima, con il fratello 14enne, di una brutale aggressione. Lo riferisce il Gruppo EveryOne, associazione che si batte per la cooperazione internazionale nel campo dei diritti umani. L'aggressione è avvenuta la mattina del 17 giugno alle 8. A quanto scrive EveryOne la famiglia Covaciu, romena di etnia Rom, già oggetto di continue peregrinazioni per l’Italia a seguito di vessazioni, minacce e sgomberi, stava uscendo dalla tenda in cui da diversi giorni si era stabilita, in un microinsediamento nella zona Giambellino, quando è stata brutalmente aggredita da due italiani di età compresa fra i 35 e i 40 anni. Rebecca, 12 anni, nota per essersi aggiudicata in Italia il Premio Unicef – Caffè Shakerato 2008 per le sue doti artistiche applicate all'intercultura, e il fratellino Ioni, 14 anni, sono stati prima spintonati e poi picchiati. I genitori, uno dei quali è Stelian Covaciu, pastore della Chiesa Pentecostale, che assieme al fratello maggiore di Rebecca erano accorsi per difendere i figli, sono stati ricoperti di insulti razzisti, minacciati, indotti a lasciare immediatamente l’Italia e subito dopo percossi. I Covaciu a quel punto sono fuggiti verso la stazione di San Cristoforo, in piazza Tirana, e accorgendosi di essere ancora seguiti hanno chiesto aiuto ai passanti. Nessuno è intervenuto. Mentre la famiglia si stava avviando verso il parco antistante la stazione, la signora Covaciu, cardiopatica, è stata colta da un malore.Corriere Una discussione sull'argomento qui

Intanto nelle Marche lo scorso 8 giugno c'è stata la deportazione di 40 profughi afghani autorizzata dal Ministero dell' Interno
mericonci || giugno 20, 2008 17:06 || venerdì, 20 giugno 2008
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Suonala ancora, Marco

whiskey40_Copia8827E' on line il nuovo sito del "mio" Marcocolantuono. Fate come se foste nel B.A.R. sotto casa.
mericonci || giugno 19, 2008 20:11 || giovedì, 19 giugno 2008
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Per non essere complici

bazzecchiGiorgio Bezzecchi è vice-presidente nazionale dell'Opera Nomadi e da anni lavora per la promozione sociale, politica e culturale dei rom a Milano. La sua famiglia vive in un campo a Milano, il padre è stato deportato in un campo di concentramento, a cui fortunatamente è sopravvissuto. Il nonno, deportato in un altro campo non è sopravvissuto. Il 6 giugno scorso tutta la sua famiglia è stata fotografata e schedata, conformemente alle attuali decisioni del prefetto che prevedono un rilevamento completo di tutti i rom residenti nel territorio milanese. E' stato deciso un rilevamento di identità da parte della polizia su base esclusivamente etnica.
Testo della lettera di Giorgio Bezzecchi (Rom-medaglia d'oro al valor civico):
Milano,05/06/2008
Prossimo intervento differenziale per cittadini Italiani (censimento fotografico e schedatura-Polizia), domani mattina, presso il campo comunale di via Impastato a Milano (famiglie Bezzechi).Sono passati sessant'anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista "La difesa della razza"di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di "internamento degli zingari italiani"in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41),quei "campi del Duce" di cui in Italia si è preferito perdere la memoria."RICORDARE PER NON DIMENTICARE".Sono passati sessant'anni , ma le preoccupazioni,la percezione del pericolo, I PROVVEDIMENTI PUBBLICI SONO GLI STESSI DI OGGI. E'agghiacciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano.Rimanere in SILENZIO oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.NESSUNA collaborazione di Enti o Associazioni è giustificata ( VERGOGNA)........Mi appello alla società civile,chiedo un sostegno per le comunità di rom e sinti Milanesi.............voci dal silenzio........Ricordo che domani sarà schedato anche mio padre,CITTADINO ITALIANO,che ha patito la persecuzione nazifascista con l'internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia).................mio nonno deportato a Birkenau e uscito dal camino................VERGOGNA. MI VERGOGNO,IN QUESTO MOMENTO, DI ESSRE CITTADINO ITALIANO E CRISTIANO.................Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia ,di URLARE il proprio dissenso per questa politica razzista,incivile e becera.RICORDO E NON DIMENTICO che oggi siamo noi e domani.............................. Rag. Giorgio Bezzecchi (Rom-medaglia d'oro al valor civico).
Per inviare messaggi di solidarietà è importante scrivere sia all'indirizzo dell'opera nomadi di Milano, sia della cooperativa Romano Drom, di cui Giorgio è presidente. segreteria@operanomadimilano.org  - ROMANDROM@libero.it Alcuni dei messaggii di solidarietà già arrivati qui
mericonci || giugno 11, 2008 15:36 || mercoledì, 11 giugno 2008
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Blogging workshop in Afghanistan, secondo round

Afghan+PenlogLeggiamo sul blog del nostro amico Nasim Fekrat che sta per iniziare a Bamian, il 12 giugno per tre giorni, il secondo blogging workshop organizzato dall' Associazione dei bloggers afghani, dopo quello tenutosi a Kabul qualche tempo fa. Nel suo post Nasim ringrazia tutti coloro che hanno dato il loro sostegno per realizzare questo obiettivo ma si dice molto preoccupato per le pressanti difficoltà economiche e spera che questo a Bamian non sia l'ultimo seminario. I soldi rimasti sono pochi e serviranno per i materiali, per l'affitto del laboratorio informatico, per la connessione internet, il trasporto e il soggiorno. Quindi chiede di nuovo aiuto a tutti noi ed a tutti coloro che hanno a cuore l'Afghanistan e la battaglia per la libertà di espressione. Chi volesse donare, anche una piccola cifra, per sostenere questi ragazzi a raggiungere i loro traguardi può farlo cliccando qui e/o inserendo nel proprio blog il banner per raccogliere le donazioni. Nasim scrive che ci sono state addirittura 49 richieste di partecipazione da Bamian, ma solo 25 accettate, sempre per problemi economici, mettendo in evidenza di aver ricevuto, negli ultimi mesi, molte telefonate da giornalisti, studenti, insegnanti universitari, persone che lavorano nelle ONG che gli chiedevano di andare lì a tenere un seminario per insegnare a bloggare. A chiusura del suo post Nasim lascia un ricordo di Abdul Samad Rohani, il giovane giornalista afghano che lavorava per la BBC, ucciso a Helmand. Ecco, Abdul aveva 25 anni, la stessa età di Nasim, un piccolo contributo dato a questi ragazzi che si battono per un nuovo Afghanistan sarebbe come un omaggio alla memoria di questo reporter co